Abbazia San Vincenzo Al Volturno

L'abbazia di San vincenzo sorge ai piedi delle Mainarde, nella provincia di Isernia. In questo monastero le monache benedettine seguono ancora le tradizioni secolari della Regola di San Benedetto, padre del monachesimo occidentale.

Stemma dell'Abbazia di San Vincenzo a VolturnoL'abbazia fu fondata nel 703 a.D. da tre monaci beneventani: Paldo, Tato e Taso. Essi costruirono l'abbazia sui resti di una chiesa dedicata a San Vincenzo, martire spagnolo. In breve tempo divenne l'abbazia più grande d'Europa. Notevoli anche i lavori che venivano svolti al suo interno: lavorazione del vetro, del metallo, pittura a smalto, scultura, calligrafia.

Il 10 ottobre 881 la tranquilla vita di monastero fu interrotta bruscamente dalle invasioni barbariche, in seguito alle quali perirono oltre 500 monaci. I superstiti fuggirono a Capua per tornare nel 914, ristrutturando gli edifici distrutti e ripristinando la normale vita di monastero. Fu all'interno del monastero che il Chronicon Vulturnense nacque. Ad oggi questo prezioso volume � conservato nella biblioteca vaticana.

Distrutta più volte, l'abbazia di San Vincenzo fu abbandonata definitivamente nei pressi del '400. Si susseguirono, come proprietari del monastero, prima l'abbazia di Montecassino, poi il duca abbruzzese Enrico Catemario di Quadri. Egli cedette il monastero a Montecassino nel 1942 con la stipula del contratto secondo il quale si sarebbe dovuta riprendere la vita di monastero a San Vincenzo.

Il 12 maggio 1990 sono arrivate, a San Vincenzo, due monache claustrali statunitensi: Rev. da Madre Myriam Benedict e Rev. da Madre Agnese Shaw, con lo scopo di intraprendere la rifondazione di San Vincenzo tramite la costituzione di una comunità basata sulla preghiera e sul lavoro.

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