Il Parco Nazionale d'Abruzzo ho giocato un ruolo fondamentale per la conservazione di alcune specie faunistiche importanti, come l'orso bruno marsicano, il camoscio d'abruzzo e il lupo. In seguito alla sua istituzione sono stati reintrodotti nel parco cervi, caprioli e cinghiali, che hanno permesso di completare la presenza faunistica del parco stesso.
Il Parco Nazionale d'Abruzzo deve il suo successo al fatto di aver sempre coniugato la conservazione dell'ambiente naturale e lo sviluppo socio-economico dei comuni presenti nella zona del parco, rivitalizzandone il valore.
La zona centrale del Parco è attraversta dal fiume Sangro, nel quale affluiscono vari torrenti. All'interno del Parco esistono due laghi: il lago di Barrea, di origine artificiale, e il lago Vivo, di origina naturale.
L'attuale conformazione del territorio del Parco Nazionale è stata influenzata dalle glaciazioni e dai fenomeni carsici, dei quali depositi morenici e rocce montonate ne sono gli effetti. Nel Parco è presente la dolomia, una roccia particolare ed impermeabile che, per questa caratteristica, dà origine e cascate e pozze d'acqua.
La fauna del Parco Nazionale d'Abruzzo è oggi difesa totalmente, dopo anni di persecuzioni. Oggi per gli uomini non è facile vedere un animale da vicino, perchè sono molto sfuggenti. In situazioni di grande tranquillità, tuttavia, è possibile avvistare il camoscio d'Abruzzo, l'orso bruno marsicano, il lupo, il cervo e l'aquila reale.
Attualmente il parco conta 60 specie di mammiferi, 300 di volatili, 40 tra rettili, anfibi e pesci, nonchè svariate specie di insetti.
La flora del parco è sempre stata oggetto di interessi e di studi. Si possono, infatti, contare oltre 2.000 specie di piante superiori (ovvero senza considerare muschi, licheni, alghe e funghi).
Tra i fiori più interessanti c'è il giaggiolo, che fiorisce tra maggio e giugno. Molto raro è il pino nero di Villetta Barrea, una specie di pino risalente al terziario.
Il paesaggio vegetale che predomina nel parco è costituito dalle foreste di Faggio, presenti in queste zone da secoli fa. Il faggio cresce tra i 900 e i 1.800 metri e occupa oltre il 60% della superficie totale del parco.
Il fiore più famoso del Parco è la scarpetta di Venere, un'orchidea gialla e nera situata nella zona centrale del parco, risalente a diversi secoli fa. Bisogna proteggere in maniera assidua questa pianta, perchè i turisti la raccolgono in maniera vandalica.